proprietà e parametri dell’acqua potabile: una guida facile

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Come è resa potabile l’acqua? Come fare a scegliere l’acqua giusta da bere? La guida di Royal Nature vi dà qualche utile suggerimento.

L’acqua nel corpo umano

Apriamo l’articolo riportando un fatto molto noto: il nostro corpo è formato da acqua per più della metà. La percentuale d’acqua presente nell’organismo umano varia a seconda dell’età: iniziamo da bambini con un 75% d’acqua, che si riduce progressivamente al 50% nella terza età. La pelle dimostra bene questo processo, diventando meno tesa e liscia mano a mano che il tempo avanza.

Ma dove si trova tutta quest’acqua? La maggior parte si trova all’interno delle cellule, costituendo il liquido intracellulare, mentre un’altra parte si trova fra le cellule stesse (liquido extracellulare). I tessuti più ricchi di acqua sono le ossa, il grasso corporeo e le cartilagini e, a seguire, gli organi, il sangue, i succhi digestivi, il sudore e la saliva. E’ proprio dappertutto!

Potabilizzazione dell’acqua

Prima della distribuzione all’utente finale, l’acqua in Italia è trattata e resa potabile secondo le normative nazionali e regionali in vigore. Il processo di potabilizzazione passa attraverso diverse fasi: dapprima vengono eliminati i corpi estranei come sabbia o residui organici (stacciatura e desabbiatura); dopodiché vengono eliminate altre particelle sottili (sedimentazione e flocculazione); se ci sono concentrazioni elevate di minerali o metalli pesanti, viene demineralizzata; infine, è sterilizzata con il cloro per eliminare microorganismi patogeni.

Scegliere l’acqua giusta da bere

Secondo gli esperti di alimentazione e salute di Royal Nature, ci sono 4 parametri principali da considerare per valutare l’acqua giusta da bere, in mancanza di analisi specifiche:

1)      Il pH

2)      La durezza

3)      La quantità di nitrati

4)      Il residuo fisso

Che cos’è il pH

Il valore pH si riferisce a caratteristiche molecolari di una sostanza e ne determina l’acidità (pH<7,07) e l’alcalinità (ph>7,07). Il pH 7,07 è universalmente definito neutro. L’ambiente interno delle cellule umane, che, come abbiamo visto, è ricchissimo d’acqua, ha un pH compreso fra 6,4 e 6,8 e pertanto l’acqua potabile “ideale” avrebbe un valore di pH simile a questo, per facilitare gli scambi fra la cellula e l’ambiente esterno che stanno alla base di tutti i processi vitali. Diciamo avrebbe, perché un altro fattore di fondamentale importanza da considerare è il grado di acidità del sangue, che varia notevolmente da individuo a individuo a seconda dell’alimentazione e dello stile di vita.

La durezza dell’acqua

La durezza dell’acqua, espressa in gradi francesi, indica la quantità di Calcio e Magnesio presente in un litro di liquido. E’ stato osservato che nei luoghi dove l’acqua è molto dura, l’incidenza dei calcoli renali nella popolazione è significativamente maggiore rispetto alla media nazionale. Anche l’arteriosclerosi può venire facilitata dall’acqua ricca di carbonato di calcio… volgarmente detto calcare. La durezza dell’acqua in Italia varia molto a seconda delle località, ma tende ad essere molto dura (valore superiore a 25) in Emilia Romagna. Ecco una tabella di riferimento secondo la scala idrometrica francese:

  • Durezza dell’acqua fra 0 e 10: acqua tenera
  • Fra 10 e 15: acqua mediamente dura
  • Fra 15 e 25: acqua dura
  • Oltre 25: acqua durissima

La tossicità dei nitrati: bollire non serve

Le acque superficiale e sotterranee destinate al consumo umano presentano quantità variabili di nitrati (NO3), derivanti da dispersioni della rete fognaria, da una cattiva gestione dei fanghi, dall’uso di fertilizzanti azotati in agricoltura e dal non corretto smaltimento di liquami zootecnici. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) suggerisce un limite per i nitrati nell’acqua potabile pari a 10 mg/l, al massimo.

La tossicità dei nitrati è stata ampiamente dimostrata in ambito medico e scientifico. Fra gli effetti noti ci sono possibili alterazioni del DNA, sviluppo di tumori maligni, riduzione dell’apporto di ossigeno ai tessuti e sindrome del bambino cianotico (“blue baby syndrome”). Secondo l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, la bollitura dell’acqua ha un effetto addirittura negativo sulla concentrazione di nitrati, che anziché evaporare si sedimentano, aumentando la tossicità dell’acqua.

Residuo fisso di minerali organici nell’acqua: la giusta misura

L’acqua, a prescindere dalla sua provenienza, contiene sempre minerali inorganici come calcio, magnesio, iodio, cloruro, potassio, solfato, azoto, alluminio, stronzio e molti altri. Il residuo fisso è la quantità di minerali inorganici (in mg/l) che si ottiene facendo evaporare un litro d’acqua a 180°. E’ importante conoscere questo valore, perché, se da un lato i minerali inorganici sono utili per alcune funzioni del corpo umano, dall’altro non vengono assimilati e si depositano all’interno dell’organismo, potendo causare, per esempio, danni vascolari, calcificazioni o un sovraccarico a livello dei reni. Il range ottimale del residuo fisso per l’acqua potabile va dai 100 ai 150 mg/l.

4 parametri per valutare la tua acqua potabile

Riassumendo: pH, durezza (non oltre 25), quantità di nitrati (non oltre 10 mg/l) e residuo fisso (non oltre 150 mg/l) sono i 4 parametri che ti suggeriamo di guardare la prossima volta che scegli un’acqua potabile al supermercato o quando leggi i risultati delle analisi dell’acqua del rubinetto. In questo modo puoi avere maggiore consapevolezza di cosa realmente stai bevendo e dare un buon apporto alla tua salute.